Quattro chiacchiere con Red Sprecacenere

Quattro chiacchiere con Red Sprecacenere
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Gli artisti contenuti in questo blog sanno benissimo che mi piace (anzi, ci piace) intervistare dialogando e non con il classico metodo “domanda – risposta”
Bene, oggi ospitiamo Red Sprecacenere. Con Red sono stato in chiamata per TRE ore. Capita sempre più di rado, ma vi assicuro che è stato bellissimo, perché ci siamo intesi fin dall’ inizio.

Ma partiamo dall’inizio (anche perché è difficile partire dalla fine) e scopriamo chi è Red Sprecacenere!

Red, tra YouTube e strumenti!

Il video più visto del canale di Red, che ad oggi conta quasi 900.000 visualizzazioni

Red Sprecacenere l’ho conosciuto grazie a YouTube ed in particolare grazie ad un video dedicato ai migliori microfoni da comprare.

Fin da subito, grazie ai toni molto amichevoli e grazie ai video di una professionalità sempre più rara, mi sono innamorato del suo canale.
Il canale di Red contiene video di intrattenimento, ma anche consigli preziosi e qualche suo brano originale.

Sì, perché oltre ad essere Youtuber è anche un artista assurdo, polistrumentista completo e cantante sopraffino.

Da qui (e anche grazie a Claudio e Nicola che sono due malati di musica) è nata l’idea di intervistare questa persona tanto umile quanto interessante.

Purtoppo è difficilissimo e non sono ancora così bravo, ma spero di trasmettervi ciò che Red ha trasmesso a me tramite questa intervista.

Ma iniziamo!


Ok, ero molto molto emozionato dall’idea di parlare con Red.
Ed eccolo che si connette.

Inizia lui a pormi domande, pare scontato, ma in realtà mi ha subito messo a mio agio, ribadendo quanto sia davvero una persona squisita.
I ruoli poi si scambiano ed inizia l’intervista

Inizio con una domanda abbastanza scontata: perché la scelta di “Red Sprecacenere” come nome d’arte?

Ok, ok, scusa. Lo so che è il tuo vero nome, volevo solo vedere la tua reazione (ridiamo, ndr)

Beh, a tal proposito ho anche un bellissimo aneddoto da raccontare.
Era circa il 1995, avevo 15 anni e stavo per iscrivermi all’ ENPALS, un ente che protegge noi musicisti.
Mi diedero un foglio da compilare: nome: “Red”, cognome: “Sprecacenere”, nome d’arte vuoto, non avevo nome d’arte.

La ragazza da dietro al banco, che mi diede il foglio, ha continuato per una bella decina di minuti ad invitarmi a compilare il nome d’arte, convinta che Red non fosse il mio vero nome.

La vicenda è durata un bel momento ed è terminata con me che sventolo la carta d’identità ad un imbarazzatissimo rettore che fino a poco prima mi stava sbraitando contro!

Ma ha qualche significato particolare il tuo nome?

Mio papà diventò molto amico di Red Canzian, bassita dei Pooh, perché era un periodo in cui la band si esibiva vicino a casa nostra e gli promise che avrebbe chiamato suo figlio Red e così fece!

A dir la verità a mia mamma non piacque tanto quel nome, preferiva “Roberto”. Mio papà allora, molto intelligentemente, propose di chiamarmi Roberto, ma tenendo solo la R e aggiungendo le iniziali del suo nome di quello di mia mamma, creando proprio il nome R E D, e così fu.

Entriamo un po’ nello specifico. Io so che sei nato circondato dalla musica, ma vorrei che sia tu a raccontarmelo

Volentieri!
Come già sai, mio papà aveva una sua radio privata, dove era anche speaker e dj e quindi sono nato circondato da attrezzatura musicale.

C’è anche da qualche parte una mia foto da bambino, quasi neonato, con le cuffione in testa dentro al mio lettino. Ci sono proprio nato, non avevo scelta!

Che poi, oddio, non è proprio vero, anche mio fratello è nato circondato da musica, ma ha deciso di intraprendere un percorso totalmente diverso da quello artistico…

Beh, poi conta tantissimo anche la passione. E lo dico io che mi definisco “malato di musica”…

Ma bravo! Questa è la chiave, essere malati di musica!

Essere “malati di musica” fa la differenza, perché è la passione, la voglia di imparare e la voglia di suonare, che ci fa davvero vivere la musica

Red Sprecacenere

Pensa che un giorno ho incontrato un ragazzo che cantava lirico e continuavo a chiedergli come ragggiungere certe note con la voce ed altre cose tecniche.
Lui mi disse che a differenza di altri studenti del conservatorio, lui era “malato di musica” e questa “malattia” ti fa arrivare alla radice di ogni cosa, ti da una marcia in più rispetto a chiunque altro.

Hai pienamente ragione. Poi spesso sento dire che quella persona “ha talento”. Credi sia una bella cosa da sentirsi dire?

Ricordati questo: lo studio vince il talento quando il talento non si sforza

Lo studio di Red

Anticamente il “talento” era una moneta. Quando il padrone pagava il bracciante, gli dava un talento, cioè un vantaggio rispetto agli altri.
Ma avere talento è come se in una stanza del mio studio avessi un enorme pezzo d’oro.
Io posso scegliere se tenerlo chiuso a chiave dentro alla stanza e non farlo vedere a nessuno, oppure utilizzarlo (staccarne pezzettini, anche solo mostrarlo ai miei amici).

Avere talento è una cosa positiva, ma bisogna farlo fruttare, altrimenti è totalmente inutile.
Devi riuscire a vendere il tuo talento, a farti conoscere.

Il “genio della musica” non fa nulla e pensa di essere scoperto

Andando un attimo a parlare di YouTube, come è nata l’idea di un canale?

Il mio canale è nato sia per condividere argomenti e fare musica per aiutare altri artisti, ma soprattutto un focus del canale è stato educare e far arrivare concetti a persone che ne ignorano il significato o addirittura l’esistenza.

Io parlo di argomenti anche complessi, ma cerco di renderli semplici per permettere anche a persone non troppo ferrate di comprenderne il significato, perché quando comprendi la musica, allora inizia ad apprezzarla oggettivamente e riesci ad ampliarti verso nuovi generi.

Questo può aiutare ad aprire la mente e capire che non esistono brani che “fanno schifo a prescindere”, bisogna sempre avere anche un giudizio oggettivo.

Bravo, anche io noto molto spesso che molte persone denigrano brani o artisti senza valutarli oggettivamente.
Noto oltretutto molti artisti che vengono criticati perché non conoscono perfettamente le teorie musicali e robe del genere…

Ora, Luca, ti faccio questa domanda io: è davvero importante conoscere tutto della musica?
Rispondo io, no!

Perché se vuoi fare musica di un determinato tipo, magari certe cose non devi neanche conoscerle. La chiave è fare leva sulle proprie conoscenze e crescere sempre di più.

Ognuno di noi ah un valore ed ognuno di noi deve fare leva su di esso per poter condividere un messaggio.


Da qui abbiamo iniziato a parlare di artisti ed esperienze musicali vissute. Discorso veramente molto molto interessante che purtroppo è fin troppo botta-risposta per poter essere scritto. Però qualche passaggio lo scrivo perché è veramente tanta roba.


Sai cosa? Io ho diversi strumenti, eppure quello più “brutto”, una chitarra classica comprata da un mio amico e poi riempita di stickers ha un valore diverso. Chissà perché…

Ti racconto una bella storiella.

Era un periodo in cui stava spopolando il karaoke ed iniziarono ad uscire diverse tastiere con il karaoke integrato.
Ricordo benissimo la WK4 (oltretutto è la tastiera che suono io (Luca) con il coretto di Gandino, ndr), una tastiera con al suo interno delle basi da karaoke.

Io la volevo davvero tanto, tanto che sono andato da un commerciante vicino casa mia a vendergli le mie tre tastiere in cambio di questa benedetta WK4. Lui accettò di buon grado, ma dopo un anno e mezzo ancora nulla, ero a mani vuote.

Destino vuole che incontrai di nuovo questo commerciante ad una fiera. Invitò me e mio padre ad andare nel suo negozio per farci vedere un nuovo impianto (credo volesse vendercelo, però ero un bambino e non capii questa sfumatura)

Arrivati al negozio gli chiesi che fine avesse fatto la WK4, mi rispose che non sarebbe più riuscito a vendermela.
Io allora mi girai.

Vidi una chitarra appesa.

Guardai il negoziante.

“Posso prendere questa, invece che la WK4?”

E questo è come è nata la storia con la mia chitarra. Sono talmente legato a quello strumento che a distanza di anni, pur avendo strumenti molto più costosi, continuo a suonare lei ai live. Mi piace perché vibra come vibro io.


La passione smodata di Red verso la musica mi ha portato a rivalutarne molti aspetti e molti concetti e sono molto grato di aver conosciuto un artista, nonché persona, come lui.

Grazie mille per l’intervista, grazie a te, caro lettore, per essere arrivato fino in fondo. Se ti piace New Vibes in Music, trovi altri articoli a destra (se sei da PC) o qui sotto (se sei da cellulare), dacci un occhio se ti va 😉

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