Il rap, dalle origini ad Adriano Celentano

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Benvenuti a tutti in questa nuova rubrica, magazine, dove semplicemente pubblicheremo articoli molto a caso, in base all’umore. Oggi parleremo delle origini del rap, arrivando a Celentano.

Già ma, perchè Celentano? tra qualche paragrafo lo scopriremo!

Archeologia rap

Girot
Un griot (da educalingo.com)

Il termine rap può essere tradotto dall’inglese come parlare in modo deciso, chiariamoci, non urlare, ma parlare con toni alti, un po’ come quanto litigate con qualcuno e non volete distruggervi le corde vocali.

Il rap a dir la verità nasce molto prima di quando si pensi, infatti il precursore della tecnica rap è il griot, un poeta e cantante africano che aveva il compito di diffondere leggende e tradizioni tra i villaggi.

La musica rap per definizione, però, nasce negli USA negli anni ’70 come uno stile musicale basato sulla pronuncia veloce di frasi in rima, con un disco scratchato(con la tecnica dello scratch) come base. È contenuto nella cultura musicale hip-hop, che viene spesso e volentieri (erroneamente) utilizzato come sinonimo di rap. Infatti hip-hop racchiude anche la breakdance e i graffiti, oltre al rap.

USA, terra di rapper

Sugarhill Gang 1979
La Sugarhill Gang nel 1979

Il rap negli Stati Uniti inizia a diffondersi negli anni 80, e riscuote un successo assurdo, soprattutto nelle strade di New York dove testi graffianti di polemica e voglia di rivalsa, coloravano le vie della metropoli. La Sugarhill Gang la fa da padrone : tre ragazzacci americani provenienti da Englewood, New Jersey, con il sogno di farsi sentire, pubblica nel 1979 Rapper’s delight, il primo pezzo rap ad entrare nella TOP 40 statunitense.

Altro nome decisamente influente all’ epoca è quello dei Run DMC, che con il primo singolo “It’s Like That” (1983) riscossero un successo del tutto inaspettato. Rimasero sulla cresta dell’onda fino al 1986, anno in cui iniziarono un lento declino, con piccoli momenti di risalita all’uscita di nuove tracce.

Salt-n-Pepa oggi
Salt-n-Pepa oggi

Menzione d’onore per le Salt-n-Pepa, tre ragazze di New York ancora in attività, che si presentarono al pubblico con “The Showstopper”, riscuotendo un buon successo, e dando inizio ad una carriera piena di soddisfazioni, di cui magari parleremo in un altro articolo di questa sezione domenicale.

Il rap americano toccherà il suo apice dagli anni ’90 in poi, grazie a mostri sacri come 2Pac, Dr D.R.E. ed Eminem.

Ma facciamo un volo nel Bel Paese, l’Italia, dove qualcuno ci aveva visto veramente lungo…

Il rap in Italia, Prisencolinensinainciusol.

No, non mi sono addormentato sulla tastiera, quel bestione di titolo che leggete è il titolo della prima canzone rap italiana : Prisencolinensinainciusol, di Adriano Celentano, del 1972. La canzone si presenta con un testo ricco di significati profondi e citazioni ardite, tipico del “molleggiato”.

Ciak is e maind beghin de col

Bebi stei ye push yo oh

Uis de seim cius men

In de colobos dai

Adriano Celentano – Prisencolinensinainciusol

No, tranquilli, non è cirillico quello che leggete, semplicemente Prisencolinensinainciusol (lo ammetto, ho fatto copia-incolla del nome) ha un testo senza senso, che però ha un non-so-che di inglese.

«Questa canzone è cantata in una lingua nuova che nessuno capirà; avrà un solo significato: amore universale»

Adriano Celentano, parlando di Prisencolinensinainciusol

Questa però, per quanto sia la prima canzone rap italiana, non è la prima canzone rap in italiano (A dirla tutta potrebbe essere la prima canzone in un linguaggio incomprensibile, ma lasciamo stare). Per ascoltare la prima canzone rap in Italiano dobbiamo aspettare il giovanissimo Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti che, prima con Jovanotti for President (1988) e poi con il primo disco in italiano La mia moto dell’89 “sdogana” il rap in Italia.

Nuovi artisti faranno la loro comparsa negli anni 90, Neffa, Sangue Misto, Articolo 31 e La Pina solo per citarne alcuni, arrivando poi a divisioni, dissing e scissioni, fino a terminare con la trap.

 ~Macca

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