A lezione di band da Lo Stato Sociale

Condividi su :

Un titolo abbastanza provocatorio, a vederlo così, eppure Lo Stato Sociale, talentuosa band di Bologna sta facendo parlare di sé dopo la seconda partecipazione a Sanremo.

In questo articolo andremo a rivedere la loro carriera, soffermandoci su un paio di eventi che hanno fatto capire quanto la band sia all’avanguardia e debba essere fonte di ispirazione per altri artisti.

La storia della band

Nascita di un complesso

Lo (storto) Stato Sociale

La band nasce nel 2019 da tre dj bolognesi, Alberto “Albi” Cazzola, Lodovico “Lodo” Guenzi e Alberto “Bebo” Guidetti. Dopo due EP, nel 2011 entrano a far parte del gruppo, completandolo, Enrico “Carota” Roberto e Francesco “Checco” Draicchio.

Il gruppo è composto da polistrumentisti, fatta eccezione per Cazzola, che si limita al basso nelle composizioni del complesso, ma tutti cantano. Questa caratteristica bisogna tenerla per bene in mente ed in seguito capiremo il perché.

Nel 2012 pubblicano Turisti della democrazia, che li porterà ad un tour da 200 date tra Italia ed Europa, oltre alla vittoria del Premio Buscaglione, dedicato alle band emergenti.

I dischi successivi ed il successone di Sanremo

Il 2 Giugno 2014 esce L’Italia peggiore, loro secondo disco (terzo contando la Delux del precedente), che oltre a C’eravamo tanto sbagliati e La musica non è una cosa seria, non presenta grandi successi per la band, pur rimanendo un’opera molto apprezzata.

Due anni dopo viene pubblicato per Rizzoli il loro primo romanzo, Il movimento è fermo, e l’anno successivo esce Amore, lavoro e altri miti da sfatare, il loro secondo disco.

Il successo arriva con Una vita in vacanza, classificatosi secondo al Festival di Sanremo del 2018, contenuto in Primati, una raccolta dei loro migliori brani. Una vita in vacanza, con toni irriverenti è riuscito a conquistare le orecchie degli italiani e delle radio, rimanendo primi in classifica per mesi.

Verranno richiamati di nuovo al Festival nel 2021 con Combat pop, contenuto anche in Attentato alla musica italiana, il loro nuovo disco. Del festival abbiamo parlato qui.

Questo nostro articolo non vuole però limitarsi all’elencazione dei dischi ed alla cronaca della vita della band, ma vuole parlare anche di tutte quelle “stramberie” che hanno reso Lo Stato Sociale una interessantissima realtà della musica italiana

Gli eventi

I tecnici di (e sul) palco

Siamo al Paladozza di Bologna, quando Lo Stato Sociale doveva chiudere il grandissimo tour di L’Italia peggiore, ed è in quel sabato 21 Novembre 2015 che sul palco avviene l’assurdo.

Ogni artista, grande o piccolo, viene seguito da tecnici di palco, ed i ragazzi de Lo Stato Sociale hanno voluto rendergli onore. Come? Facendogli suonare un brano sul palco!
Fu così che in un palazzetto della Fortitudo sold out, i ragazzi hanno dimostrato quanto siano fuori dagli schemi e da tenere d’occhio. Durante il live, un messaggio verrà riprodotto:

Vorrebbero fermarsi, ma tra otto mesi avranno già finito i soldi e torneranno a suonare!

Il comico Paolo Rossi, parlando (scherzosamente) della band

Quando in radio non solo ci canti…

Lo Stato Sociale, come già detto prima, ha spopolato in radio dopo Una vita in vacanza, ma in pochi sanno che i ragazzi sono riusciti a ritagliarsi un pezzettino di Radio 2 creando Lo Stato Sociale Show.

Questo show radiofonico prosegue dal 2019 e vede i membri della band parlare per un’ora abbondante di qualsiasi argomento, con l’aiuto di ospiti diversi per ogni puntata. Ogni episodio è disponibile sul sito ufficiale di Rai Radio 2.

Questo show radiofonico aiuta moltissimo la band ad interfacciarsi con il pubblico, riuscendo a mostrare anche il loro lato “umano” e non per forza quello da musicisti sul palco, ma arrivando nelle case di tutti raccontando anche aneddoti completamente senza senso. Questo è il loro maggior pregio, sanno intrattenere anche senza cantare.

Me lo ricordavo diverso il frontman…

La band ha mostrato nelle due partecipazioni a Sanremo una “tenuta di palco” paurosa, facendo magia nel 2021 e ballando con una ballerina ottantenne nel 2019. Quest’anno però gli ascoltatori saltuari avranno notato una cosa strana…

Lo Stato Sociale a Sanremo

Sul palco la band non era al completo, erano solo in 4, mancava Lodo, il frontman. Questa sua “assenza” è in realtà giustificata proprio da lui, che dirà ancora prima dell’esibizione di voler “dare visibilità agli altri membri”, e lo ha fatto comparendo solo sporadicamente sul palco, fatta eccezione nella serata delle cover, dove elencherà i nomi dei club e dei teatri chiusi per la pandemia, assieme ad Emanuela Fanelli e Francesco Pannofino.

Questa sua, o loro, scelta è stata apprezzata tantissimo, dato che dimostra che il frontman non per forza nascondere il resto della band (e qualcuno dovrebbe prendere nota), e soprattutto per sottolineare quanto ogni membro della band sia poliedrico ed adatto in ogni ruolo.

Ogni membro della band ha avuto “voce” in capitolo nel nuovo disco, Attentato alla musica italiana, diviso in 5 EP da 5 canzoni dove a turno canta un componente differente. Geniale, no?

Condividi su :

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Torna in alto