Billie Eilish: Il significato di Happier Than Ever

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La copertina di Happier than ever

Billie Eilish è ritornata in scena dopo When we all fall asleep where do we go?, il suo disco più amato, con Happier than ever, un LP senza dubbio molto introspettivo, ma con moltissimi significati più o meno difficili da trovare.

Ciò che stai per leggere contiene riferimenti a body shaming, abusi e depressione, ho cercato di limitarmi al parlare di questi argomenti senza scendere troppo nei dettagli, per non turbare troppo la lettura.

Ci sono anche spunti a filosofia ed a suoi brani precedenti. A me esplode la testa a leggere certe cose, spero non finisca anche tu così 🙂

Introspettiva e vari generi: l’inizio

L’inizio del disco, Gettin older, ci porta subito a sonorità conosciute ed alle quali siamo ormai abituati. Un brano molto personale ed introspettivo, incentrato sulla crescita che l’artista ha avuto e sta vivendo sulla sua pelle. Tuttavia, personalmente, non ho ricevuto le vibes che speravo di ricevere, anzi, non mi ha proprio entusiasmato. I didn’t change my number è praticamente la fotocopia del brano precedente, purtroppo non riesco a cavare il ragno dal buco per ora.

Da ora in poi il disco è una mina clamorosa.

Billie bossa nova fin da subito mi ispira simpatia, passatemi il termine. In realtà questo brano mi catapulta, dopo mesi ad ascoltare folk e pop americano, nel vortice di generi di nicchia, come quello di Billie, che ha inserito un brano bossa nova come terza traccia del suo disco. Finora la traccia migliore, trasmette un ritmo ipnotico che esalta appieno la voce di Billie.

My future la conosciamo già. In poche parole potremmo descriverla come un Getting older che ci ha creduto tantissimo. Pezzaccio, che contestualizzato all’interno del disco lo divide in due parti al suo cambio di sonorità, introducendo un altro ecosistema musicale dove la nostra artista ci sguazza beatamente.

Bassi boostati, voce come sempre incalzante, ritmo frenetico, questa è Oxytocin, introdotta dalla seconda parte del brano precedente. Il brano però appare del tutto diverso quando ci rendiamo conto che la prospettiva non è quella di Billie, bensì di un suo aguzzino.

Other people would have stayed

Other people don’t obey

You and me are both the same

You should really run away

Tutto il brano è infatti in una prospettiva di terza persona, dove la voce narrante è esterna a Billie e si rivolge proprio a lei.

Goldwing si apre con un paio di versi acappella. Questi versi altro non sono che un antico poema Hindu, tradotto da Gustav Holst nel 1907. Un brano ambiguo, un brano dalla doppia faccia e dal significato nascosto tra i versi. Senza dubbio ennesima nota positiva di un disco sempre più interessante.

Lost Cause, un brano intrinseco di significato

Lost cause è un brano molto interessante per un paio di punti. Billie infatti sottolinea il suo non essere in grado di “vivere il momento”, lo si nota nel video ufficiale mentre è ad un party e canta “Like I don’t really care right now, but maybe that’s fine”.

Altro spezzone interessante sono le due strofe successive, riferite a Wish you were gay. Nel suddetto brano, Billie racconta di attendere qualcuno che non arriva, o arriva sempre tardi, ed anche qui, con “You weren’t even there that day, I was waitin’ on you” il diretto interessato è lo stesso soggetto.

Va da sè che Lost cause parla di una relazione con “un caso perso”, magari proprio quel rough guy di Bad guy, uno dei suoi brani più ascoltati.
Anzi, facciamo così, togliete il “magari”, dato che con “I know you think you’re such an outlaw, but you got no job.
You ain’t nothin’ but a lost cause
” viene tolto ogni dubbio, mostrando che anche questo brano è ispirato dal suo ex, tale Brandon Adams.

Grandissimo colpo per gli amanti del punk come me, leggere il verso “You ran the shower
And left them by the stairs”
, palese ripresa di All the small things dei Blink. Magari ricevere fiori e non metterli nel vaso non è proprio la cosa migliore da fare, vero Billie?

Immaginati un vip. Billie è l’esatto opposto

Che meraviglia il pianoforte in Halley’s Comet. Questo brano, ed in particolare i versi “Halley’s Comet
Comes around more than I do”
, sottolieano il suo vero significato, ossia la tendenza della nostra amata cantante a non uscire spesso. Questa sua tendenza è accostata alla Cometa di Halley ed alla sua difficile apparizione.

La cometa di Halley

La Cometa di Halley è uno di quei fenomeni da “due volte nella vita”, dato che passa vicino alla Terra una volta ogni circa 75 anni.

Billie spesso indossa abiti molto larghi, per evitare di essere giudicata fisicamente. Così ha raccontato in una clip pubblicitaria di Calvin Klein. Not my responsibility incarna appieno questa sua scelta. Il brano è un continuo e martellante insieme di volontà di persone che la vogliono più alta, più magra, più bella.

Beh, non è mia responsabilità 🙂

OverHeated ha qualche riferimento ad uno scatto che ha fatto molto discutere. Un paparazzo ha infatti scattato una foto che ritrae Billie in abiti “da casa” e non certo truccata o pettinata, con un aspetto un po’ trasandato ed un fisico non perfetto, secondo qualcuno.

I’m overheated, can’t be defeated

Can’t be deleted, can’t un-relievе it

Spezzone del ritornello, probabilmente riferito a quello scatto ormai incancellabile

Billie ha descritto Everybody dies come la sua paura di morire ed abbandonare tutto ciò che ha fatto. Il brano poi parla da sé. Appena letto il titolo ho subito pensato al “tutti muoiono” cantanto da Blanco nel disco di Madame.

No, se te lo stai chiedendo non sono collegati i due brani, ragionamenti così sono al limite del complottismo.

Abusi di forza e stalking

Your Power. Abusi, forza, amore finito, il tutto raccontato in modo abbastanza superficiale, per lasciare che ogni ascoltatore possa riconoscersi nei versi e rendere un po’ suo il brano.

Billie era fidanzata quando lei aveva 16 anni e lui 22, ma ha sempre ammesso di non essere mai stata felice con lui per diversi motivi. Ma quella relazione ha lasciato il segno nella ragazza, anche perché ne riparla anche ora che ha 20 anni…

NDA è ad oggi il brano più in tendenza del disco.

Nel brano Billie parla di uno stalker che l’ha perseguitata all’inizio dell’anno scorso.
Un uomo, identificatosi come “Lucifer” si presentò spesso fuori casa di Billie, suonando e chiedendo se in quella casa ci vivesse la ragazza. Dopo un lungo periodo in cui egli restava anche seduto fuori casa sua parlando e mimando il gesto dello “sgozzare” una persona, Billie è riuscita ad ottenere tre anni di ordine restrittivo contro lo stalker.

Had to save my money for security

Got a stalker walkin’ up and down the street

Says he’s Satan and he’d like to meet

NDA significa “accordo di non divulgazione”, in ambito giuridico, dove informazioni personali vengono mantenute segrete dalle due parti dell’accordo. Magari è riferito alla sua casa ed alla sua vita parallela, iniziata dopo i grandi guadagni ottenuti a 17 anni, con i quali si è pure comprata una casa tutta sua.

Therefore I am è incentrato sulla massima “cogito, ergo sum”, e sottolinea di nuovo quanto non le interessino le opinioni altrui, soprattutto anche contro il violento body shaming che ha subito a marzo del 2020 sempre per la foto di cui abbiamo parlato sopra. Magari il video in cui svaligia le merendine di un supermarket è collegato al significato del brano…

Billie cita anche la teoria delle forme di Platone, quando parla del mondo come un ideale, ma io sono un musicista, mica un filosofo, mi dispiace :/

E ALLORA URLALO, URLALO CHE NON SEI MAI STATA COSÌ FELICE. Happier than ever, il brano, è un capolavoro clamoroso, un urlo alla vita, una rivincita verso chi ha cercato di trascinarla nella tristezza ed ha malamente fallito. Tifiamo sempre per te, Billie!


Un disco ricco di significati, non sempre bellissimi a dir la verità, ma di certo interessantissimo e da non prendere alla leggera.

Un grandissimo lavoro di questa ragazza che non smette di stupire tutti.

Grazie mille per la consueta lettura, ci vediamo al prossimo articolo!

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