Gren_ : cantare un romanzo

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Benvenuti in questo nuovo articolo. Intervista molto interessante oggi.
C’è una sostanziale differenza tra scrivere un romanzo e scrivere canzoni ed io ho conosciuto un ragazzo che incarna tutti e due i ruoli!

Sto parlando di Gren_, aka Matteo Poletti.
L’ho conosciuto (grazie a Dio) dal vivo e di fronte ad un “caffettino molto indie” (parole sue) abbiamo fatto quattro chiacchiere sulla musica e sulla letteratura.

Vi lascio all’intervista!

Eccoci qui! Prima domanda classicissima: perchè proprio Gren_?

Gren deriva da un libro che mi ha affascinato molto: Il profumo (di Patrick Süskind), ho deciso di chiamarmi come il protagonista, Grenouille.

Anche il mio simbolo deriva da quel libro, dato che “grenouille” significa rana, ho scelto proprio essa come mio logo e mascotte (disegnata da Chiara Palillo).

Questo è un caso a parte, o altre volte la letteratura ha ispirato la tua vena artistica?

Assolutamente non è un caso isolato. Spesso la letteratura mi stimola nel processo creativo e nella narrazione di storie con la musica.

Certo, nella musica vengono raccontate storie come nella letteratura, ma hai anche un genere ed una sonorità da rispettare.
Secondo me generi diversi raccontano storie diverse. Esistono certe sonorità che utilizzi per esprimere un determinato sentimento meglio di qualsiasi altro.

Io cerco sempre di raccontare storie, oltre ad emozioni, focalizzandomi sulla relazione fra due persone (per esempio) e non solo sui sentimenti scaturiti da essi.

Io so che oltre ad essere un artista, scrivi anche libri. Il processo di creazione di un brano ha similitudini a quello intrapreso per un romanzo, o ci sono elementi diversi?

Il processo creativo è senza dubbio diverso.

Nella stesura di un romanzo devi partire con idee solide di base per intrecciarle tutte insieme, nelle canzoni (solitamente) prima scrivi la musica e poi il testo. Però qui devi far incastrare l’idea del testo nella metrica della canzone.

scrivere musica ha di positivo il fatto che puoi rifare tutto da capo, con una sonorità completamente diversa, mentre nella stesura di un libro una volta iniziato è molto difficile modificare la storia.

Al contrario però, nella musica è difficile cambiare piccoli particolari nella storia, solitamente per questioni metriche. Nel romanzo scrivere una frase in più non stravolge l’intera opera, questo quindi lo rende più facilmente modificabile.

Un romanzo quasi sempre ha più di cento pagine, mentre una canzone a malapena ci sta in mezza pagina. Non ti senti un po’ stretto nella musica?

Al contrario, secondo me nella scrittura di brani puoi affrontare un argomento da diversi punti di vista.
Certo, a differenza del romanzo, in una canzone, nel giro di una ventina di secondi devi subito arrivare dritto al punto, per questo devi curare ogni singola strofa per far sì che sia perfetta.

Quindi no, non mi sento stretto, anzi, in un certo senso ho quasi più libertà.

Come è iniziata la tua carriera da artista e come è composto il nuovo EP?

Ho iniziato a 10 anni, con la prima lezione di batteria.

Tutti il tempo, il primo EP di Gren_

Spinto da mio fratello, che è un chitarrista, ho iniziato circa tre anni dopo ad avvicinarsi alle sei corde ad alla tastiera, scrivendo anche testi e canzoni completamente mie.

L’ep pubblicato, seppur non sia racchiudibile in un genere che solitamente ascolto, lo ritengo molto molto importante per la mia crescita personale.
Contiene tre brani, due alt rock ed uno quasi “cinematico”.

Parlaci dei tre brani del tuo EP

Il primo brano, Tutto il tempo, oltre a dare il nome all’opera è anche l’unico accompagnato da un video ufficiale (uscito proprio oggi, ndr)

Seppur sembri parlare di amore, esso parla di amicizia. I protagonisti sono presi dal mio romanzo ancora in corso d’opera. Vedo questo brano come un rinnovamento del libro, perchè i personaggi assumono vita nuova!

Calore monocolore è particolare. Parla di un cieco che osserva il mondo tramite tutti i sensi tranne, appunto, la vista.
Parlando molto dei colori ho cercato di fare vari giochi con il testo per far capire come senza la vista si possa comunque vedere e vivere il mondo.

L’ultimo brano, Fine dell’inizio è chiaramente la fine del mio inizio, l’ep.
Questo è un brano strumentale, quasi classico. (qui voci fuori campo, ossia Nicola, anche lui presente durante l’intervista, lo hanno definito come brano cinematico).


Che dire? Sono molto felice di aver conosciuto Gren_ e sono onorato che faccia parte della mia stessa etichetta discografica.

Ascoltatevi i suoi brani. Sono proprio il genere che a me fa impazzire. Bullseye, Matteo 😉

Grazie mille per la consueta lettura, ci vediamo martedì con un nuovo articolo!

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