Vaporwave – la corrente artistica degli anni ’10

Vaporwave – la corrente artistica degli anni ’10
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E no, non sto esagerando. Terminato il secondo decennio di questo XXI secolo, possiamo guardare indietro ed affermare con certezza che la corrente “a e s t h e t i c” e di conseguenza la vaporwave l’hanno fatta da padrone, per quanto riguarda arte e musica.

Mi presento, sono Luca e sono “l’amico che sa tutto della musica e deve spiegare cosa è la vaporwave” e puntualmente, quando spiego il senso di questo genere, i miei amici non capiscono una mazza.

Cerchiamo di parlarne il meglio possibile con questo nuovo articolo di magazine!

La vendetta degli anni ’80

Principalmente, il titolo del paragrafo racchiude quello che vuole essere la vaporwave, ossia un ritorno agli anni ’80/’90, con le relative canzoni dell’epoca.

Questi brani però non rimangono immacolati, anzi!

Il fulcro di questo genere, che ne ha determinato la fortuna, è la tendenza a campionare brani di altre epoche, rallentandoli, velocizzandoli, abbassandone la tonalità, aggiungendo riverbero ed accompagnando il tutto con immagini completamente a caso (nella maggior parte dei casi. Ma proprio stragrande maggioranza!).

La scelta stilistica di utilizzare brani di quaranta anni fa, comporta di conseguenza l’utilizzo di immagini e musica di bassa qualità (pensate ad immagini da 240 pixel o a musica quasi ovattata e registrata in casa con lo spazzolino elettrico), per riportare ancora di più l’ascoltatore in questa strana dimensione.

Il passato futuristico

La vaporwave riesce a far coesistere immagini e suoni futuristici con la cultura di fine ‘900. Una cosa tanto impossibile quanto geniale.

Ma il motivo principale per cui amo alla follia questo genere sono proprio gli accoppiamenti sgangherati (che però funzionano)

T a s s o n i 4 2 0 è di certo il brano italiano più conosciuto in tutto il panorama.

Sì. L’immagine non ha senso e sì, è un campionamento della pubblicità della cedrata. Se riuscite ad apprezzare l’arte come questa, riterrete questo brano un’opera a dir poco geniale!

Di per sé c’è pochissimo da dire sul brano. Letteralmente è la pubblicità della Cedrata Tassoni abbassata di tonalità, con un paio di tonnellate di riverbero e circa un miliardo di effetti audio in sottofondo, ripetuta per quasi due minuti, con quattro cedrate, un ananas, delle pesche, una palma e il David di Michelangelo su sfondo a scacchiera e cielo tra rosa e arancione.

ARTE

Ma per essere corretti, dobbiamo parlare a 360° di questo genere, comprendendo anche la sua corrente artistica.

aesthetic, la immagini “vaporwave”

vaporwave

Assieme ai brani, esiste anche una corrente artistica parallela che riguarda appunto le copertine dei brani (e non solo)

Viene chiamata a e s t h e t i c ed è praticamente figlia dei videogiochi degli anni ’80 con un filtro violaceo, fucsia e chi più ne ha più ne metta!

Questi filtri e le immagini quasi senza senso riguardando l’arte aesthetic, ma essa si è espansa anche nei filtri dei social e negli stili della fotocamera.

Non è così fuori di testa incappare su immagini “glitchate”, ossia con pezzi rovinati, con righine bianche, colori rovinati e sbiaditi. Ecco, anche questa è aesthetic (e probabilmente anche tu hai fatto foto simili senza nemmeno sapere di essere parte della nuova cultura del secolo!)

I sottogeneri

Vaporwave vuol dire tutto e niente, dato che ora come ora è divisa in tantissimi sottogeneri. I più famosi sono senza dubbio due:

Simpsonwave

Il nome nasce dall’unione della famosissima famiglia dei cartoni animati ed il nome del genere musicale.

Principalmente sono spezzoni delle puntate dei Simpson, con filtri violacei, immagini rovinate, allucinazioni e vaporwave a palla.

Una cosa da nulla? Beh, questo brano ad oggi vanta 16 milioni di visualizzazioni!

Future funk

Questo sottogenere ha un approccio più energico della normale vaporwave, anche perchè sfrutta musica techno o da dj, che normalmente “pompa nelle casse”.


Avrei potuto dire molto di più, ma non ho intenzione di farlo, perchè sono convinto che andrete a cercare altri brani. Ormai è una droga (ed io sono il pusher)

Grazie ancora per aver letto l’articolo, da pc trovi qui a destra altri articoli simili che potrebbero interessarti!

Ci vediamo venerdì con un nuovo artista!

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Luca Maccari

Polistrumentista, blogger ed addetto stampa classe 2002 di Bergamo, si avvicina al mondo della musica nel 2014 prendendo lezioni di pianoforte. Vive il mondo della musica a 360°, vantando un disco da solista ed un tour con una band. Ha creato il blog newvibesinmusic.it nel marzo del 2020 e tutt'ora continua a curarne le pubblicazioni.

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