OBE, il significato del nuovo disco di Mace

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Mace è un rinomato produttore milanese, presente in tantissimi brani della scena rap italiana. Obe è il titolo del suo nuovo disco blasonato dal pubblico, che ha raggiunto risultati incredibili diventando il disco più ascoltato al mondo nella prima settimana di pubblicazione.

Tuttavia, oltre all’ascolto shuffle e limitato a sonorità e base, noi in redazione abbiamo trovato il significato del disco, che viene estrapolato da ogni singolo brano, che legato agli altri va a costruire la narrazione di una storia profonda.

Senza perderci troppo in chiacchiere, vi ricordiamo che questo articolo è di interpretazione soggettiva, non per forza è la visione giusta del disco, iniziamo!

OBE – Out of Body Experience

Fin qui nessuna novità, dato che fin dall’inizio Mace ha raccontato che il titolo è l’acronimo di “esperienza extracorporale”. Fin qui potrebbe dirci gran poco il disco, ma andando ad analizzare ogni brano, non solo faremo davvero un’esperienza extracorporale, ma addirittura andremo a vivere una storia ed un viaggio finora solo raccontati.

Il disco è un concept album incentrato sul viaggio extracorporeo, e lo ha detto lo stesso MACE. A noi però al di là del viaggio in un singolo brano, piace sempre cercare qualcosina di più…

Noi di NViM abbiamo ascoltato il disco insieme, cercando di capire le tracce a pieno, e fidatevi, per farlo servono parecchi ascolti.

Ecco quindi la nostra interpretazione!

La fine di un amore

Colpa tua, primo brano subito nel mood del disco, è una strana dichiarazione d’amore. Pare strano infatti dare la colpa a qualcuno per un sentimento così puro. Ma subito viene spiegato il perché dalle frasi “È da una vita che voglio lasciarti ma prendo un ultimo assaggio, e finiranno anche per arrestarci. La nostra storia è un oltraggio”. Nel brano poi spesso viene spiegato come in realtà sia un amore tossico, destinato a finire.

salmo blanco mace
MACE con Salmo e Blanco

Ma finisce? Sì, finisce, e non è per niente bello.

Ed ecco quindi che subentra La canzone nostra. Potremmo parlare per mezz’ora di questa meraviglia di Salmo e Blanco. Il brano è un vero e proprio racconto dell’amore terminato e dei ricordi di una relazione ormai terminata. “La tua aggressività che mi culla” è un interessantissimo ossimoro che lascia intendere quanto il piacere fosse solo frutto di atteggiamenti non consoni ad una relazione.

OBE

Eccoci in un mood totalmente diverso in Dal tramonto all’alba. Qui inizia OBE, l’esperienza al di fuori del corpo.

Un brano molto più tranquillo (chill rap, nel gergo), dove si allude all’uso di droga, ma allo stesso tempo anche di una dimensione diversa, dove la realtà è distorta. La relazione è finita, ma forse non l’amore, dato che comunque vada, si parla ancora della ragazza e del nostro protagonista che le scrive, non aspettandosi sue risposte.

Mace e Venerus ai tempi di “Sindrome”

Ecco Buonanotte, dove la prima parola è proprio “soffro”. Capiamo già di cosa stiamo parlando, o meglio, all’inizio sembra quasi che l’amore sia tornato, ma con le frasi “E resterò qui a cercarti nel fumo dei ricordi in cui ci siamo perduti” e “Mi alzano i farmaci ma non va via il dolore, hai mai ferito qualcuno per cui provavi amore? Parlo con la mia terapista, le racconto un incubo, il mondo è così grande, mi sento così piccolo”.

Magari non è ricominciato nulla, magari la tristezza sta tornando, magari siamo ritornati nel nostro corpo dopo OBE. Brano molto criptico.

Con Non vivo più sulla Terra il messaggio è molto più chiaro fin dall’inizio. Siamo in un viaggio al di fuori della Terra. L’inquietudine rimane, e la tristezza assale il nostro protagonista, vedendo la sua vecchia fiamma felice anche senza di lui andarsene in poco tempo.

5 minuti di brano sono una bella sberla, ma la base “respira” verso la fine della traccia. Scelta stilistica per far viaggiare al di fuori del corpo anche l’ascoltatore, che viene catturato e portato a chiudere gli occhi e lasciarsi andare.

Eccoci ad Ayahuasca, la nostra destinazione. Già ma, cosa vuol dire Ayahuasca?

L’ayahuasca , letteralmente “liana degli spiriti” (in lingua quechua) è un decotto a base di diverse piante amazzoniche in grado di indurre un effetto visionario ed uno stato di tranche in chi ne fa uso. L’uso di strumenti esotici e di ritmiche diverse ci catapultano in un mondo totalmente diverso.

Come dice Mace stesso, l’album non avrebbe avuto vita senza questa canzone, che è la prima scritta e la base di tutto.

Il ritorno nella realtà

Gem ci riporta nella realtà e spezza il mood con Candyman. Candyman è il personaggio dell’omonimo film al quale rimane intrappolata l’anima all’interno di uno specchio dopo la sua morte e ripetendo 5 volte il suo nome, egli riapparirà.

Mace e Gemitaiz in Bianco/gospel

Anche questo brano, con strofe autoesaltative di Gemitaiz, è molto criptico, di certo non fuori dal tema del disco. La storia raccontata assume una piega sbagliata dove senza anima, il protagonista mantiene rapporti con la ex, se così possiamo definirla, capendo però che è una cosa sbagliata.

Notte fonda è apatia e tristezza, raccontati dal cielo grigio e dalla volontà di non alzarsi dal letto. Eppure si sta meglio, anche se le insidie non mancano, “drammi e bastardi” ci sono ancora.

La donna amata adesso è “la stronza” a cui pensa. I rapporti sono cambiati, ma forse serve un secondo punto di vista…

Voce alle donne!

Madame

Ecco Joan Thiele che da la voce alla vecchia amata in Senza fiato, in un dialogo con Venerus (il quale ha anche inaugurato la storia nel primo brano). Parlano di sorrisi nascosti, di sogni mai realizzati. I toni si alzano, il brano diventa più aggressivo. Il sentimento è finito completamente, ed assieme a lui anche l’illusione che ne deriva si è spenta.

Acqua è molto interessante, perché i due artisti coinvolti sono simili ai due precedenti, ma in versioni più aggressive, musicalmente parlando. Madame cita con “Ti prometto il mare con uno shottino d’acqua”, un suo brano assieme ai Negroamaro. Rkomi dice inoltre che ciò che la ragazza fa è identico a ciò che farebbe lui.

La presenza finale di Venerus, magari non è proprio casuale, dato che ha dato la voce al personaggio principale più di chiunque altro nel disco

Le motivazioni di OBE

Ed ecco un brano forse un po’ fuori tema, dove solamente viene parlato della ragazza come un ricordo passato, tanto che non si salutano nemmeno più. Sogni lucidi è ancora ambientato in un ecosistema utopico, pieno di immaginazione, ma con la consapevolezza (confermata da Rosa) che l’amore è una guerra.

Ernia. Ernia ha spiegato tutto il disco con le sue barre in Sirena. Viene dimostrato che l’anima persa in Candyman ormai è andata, mentre l’ex amata, come una sirena, ancora attira anime a lei. A lui manca, ma lo sa che è solo un’illusione e non è vero ciò che prova, vi rispecchiate anche voi?

Ernia

Questo brano è un salto nel passato, non rimpianto, semplicemente raccontato, e magari ci si toglie anche qualche sassolino dalla scarpa, sperando che lei pensi ancora al nostro protagonista e gli manchi. Interessante come la ragazza venga chiamata “madame”, esattamente come la cantante a cui è stata affidata la narrazione dal suo punto di vista.

Dove mette seme non importa
L’ombra sarà storta, il vento ha la sua forza

DARRN – Sirena

La forza della ragazza ancora c’è, ma lui resiste. “Mi piego ma non mi spezzo”, un po’ come quegli alberi che crescono storti per colpa del vento.

Il finale

Il disco continua con 3 tracce, 2 in dialetto sud italiano (da veri bergamaschi quali siamo non ci abbiamo capito molto, ma dettagli), di cui noi non abbiamo colto a pieno la congruenza con le altre tracce.

Dio non è sordo è l’ultima traccia cantata, e già il titolo dice molto.

Izi fa capire esplicitamente all’ascoltatore di vivere la realtà a volte come un sogno. Jake la Furia fa trasparire i vari problemi che le droghe portano, ma allo stesso tempo non vuole stare lucido per vivere sempre un’esperienza come quella che racconta l’album.

Jack the Smoker chiude per ultimo, pronunciandosi sugli errori della vita di ognuno, e tirando fuori la barra più bella del disco a parer nostro:

forse è il male che ho visto
Che mi ha spinto ad essere buono.
Una donna mi ha insegnato ad essere uomo!

Jack the Smoker

Il viaggio si conclude così con l’ultimo brano, Hallucination…oppure ricomincia, scegli tu…


Questa è l’interpretazione che abbiamo avuto di OBE, disco definibile capolavoro per quanto è strutturato bene. È tutto nel posto giusto al momento giusto, ogni artista sembra collaborare non solo con gli altri nella stessa canzone, ma con tutti quelli che sono presenti all’interno del progetto OBE.

Caro lettore, grazie per la lettura, facci sapere cosa ne pensi attraverso i commenti e ci vediamo al prossimo articolo!

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