Bepi & the Prismas, tradizione e innovazione nella musica!

Bepi & the Prismas, tradizione e innovazione nella musica!
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Ed eccoci finalmente ad intervistare Il Bepi! Showman, presentatore televisivo e soprattutto artista, dato che assieme alla sua band Bepi & the Prismas vanta diverse date e numerosi album.

Subito appena contattato, Il Bepi è stato disponibilissimo e insieme a lui tutto il gruppo ed ha inviato risposte di tutto rispetto e piene di comicità! Andiamo a vedere le domande e le sue risposte.

(Avvertiamo i lettori che ci sarà un alto contenuto di bergamasco 🙂 )


Come nasce Il Bepi?

L’artista risponde di essere cresciuto in una famiglia che amava la musica leggera, con il padre che ascoltava tutto quello che andava per la maggiore e la madre a cui invece piaceva molto De André, anche se meno “musico-dipendente” del babbo. Secondo Bepi, è mancato solo un musicista vero.

Ha inoltre detto di aver fatto un percorso come quello di molti suoi coetanei, ovvero coro, banda paesana(trombettista), karaoke e le prime serate voce/chitarra. Ha sempre avuto esibizionismo nel sangue, come dice lui:

la mia vecchia maestra delle
elementari si ricorderà di quando cantavo in classe i pezzi degli Equipe 84 imbracciando la riga di legno da un metro come fosse una chitarra!

Bepi

Bepi & the Prismas

La storia del gruppo

Il Bepi (o meglio, Tiziano Incani) ha iniziato la sua carriera da cantautore solista incidendo 4 album, usciti dal 1995 al 2002. I Prismas arrivano solo nel 2005, anche se alcuni componenti già collaboravano con lui nel suo periodo cantautoriale.

Il Bepi” a detta sua, era un nome credibile per uno che voleva proporsi come “un valligiano bergamasco qualsiasi”, mentre Prismas faceva ridere come inglesizzazione del termine “prisme” (un tipo di mattone).

Nella band si sono avvicendati diversi musicisti nel corso degli anni, facendola diventare più un concetto che non un elenco di nomi e cognomi (la band che la ga à dré al Bepi, come la descrive lui).

Non basta suonare bene per entrare nei Prismas, bisogna cogliere a pieno l’essenza del Bepi, che non è sicuramente facile(…)

Chiunque sia stato Prismas saprà che non gli è stato mai chiesto di suonare e basta.

Bepi

Gli ultimi album sono usciti a nome Il Bepi, trattandosi di progetti completamente suoi in tutto. Ci tiene a ringraziare però il tastierista Alberto Sonzogni che gli da una grossa mano da almeno 5 anni.

I loro concerti memorabili

Tiziano parla dei palchi più belli citando in particolare quello della festa dell’Unità di Bergamo e le due esibizioni al Bumbum festival di Trescore, il quale viene ricordato anche per la pioggia presa (per di più tutte e due le volte).

L’emozione più grande, però, l’ha vissuta all’apertura dell’ undicesimo Bepiraduno il 2 novembre 2015 a Nembro:

Io e Alberto Sonzogni attaccammo “Aspettiamo la neve”, un mio vecchio pezzo del periodo Tiziano Incani, e a un certo punto…sbam! Facemmo cadere il fondale e dietro c’erano una decina di musicisti, vecchi e nuovi Prismas, che suonavano tutti insieme! Tre batterie, due bassi, tre
chitarre…fantastico!

Si commossero tutti, sia sul palco che giù. Ü gróp in dol canèl…dal bù!

Bepi, parlando del Bepiraduno

Il rapporto con fan e le critiche

Il rapporto con i fan è sempre molto importante per un artista, e Tiziano sottolinea come i “bepifan” abbiano visto grandi concerti anche in occasioni non proprio favorevoli, tra pioggia e intemperie.

Come ogni artista, anche lui ha persone che lo odiano, ma consapevole che l’ astio nei suoi confronti molto spesso non riguarda il lato artistico, tende sempre a fregarsene (fottersene altamente, come dice lui). Crede infatti che rispondendo agli insulti starebbe al loro gioco.

Sarebbe diverso, forse, se la critica arrivasse da colleghi o da pari grado, ma anche in quel caso considera certi litigi “da due soldi messi in piazza” davvero poco eleganti.


Il Bepi fa solo musica in bergamasco?

Assolutamente NO! Metà del suo ultimo album uscito nel 2018 di nome “T11 (Tön dés)”è in italiano, il suo penultimo disco è TUTTO in italiano, come molti altri suoi brani. Questo perchè secondo lui la lingua è un mezzo, non un fine, ed infatti quando lo ritiene opportuno usa l’italiano senza problemi.

Messaggio d’estate, terzo brano del disco T11, cantato in italiano

Il Bepi alla fine quando deve dire qualcosa è come una mamma, a volte parla in italiano ed esprime diversi concetti, a volte parla in dialetto e si fa capire anche meglio!

Se canto in italiano, probabilmente,
un po’ come Van de Sfroos, sömèe mpó Sansone coi caèi teàcc! Tuttavia mi piace e ‘l fó stès.

Bepi

Che canzone ascoltare per conoscere Il Bepi?

La mia domanda qui è stata: “Sono molti i tuoi successi, a me personalmente piace molto “I dù camios”, ad uno che non ti ha mai ascoltato quale canzone consiglieresti di ascoltare?”

La sua risposta mi ha fatto molto ridere all’inizio, vi lascio la prima frase:

Èco, “I du camios” l’è öna de chi cansù che ga nó abastànsa piene i bale de cantà!(per i non bergamaschi lettori, è stufo di suonare quella canzone, evitando inglesismi).

Avverte infatti che i suoi primi successi abbiano un po’ oscurato molti altri progetti. Resta tuttavia grato a quel periodo che ha creato una grande base solida su cui lavorare.

Oggi nessuno da me si aspetta più che canti “Massimo Carrera” o “Bepi Jouer” in concerto, ma se ho comunque davanti al palco un pubblico numeroso è perché un tempo ne avevo uno immenso.

Bepi

Una canzone che lo rappresenta secondo lui è “Fó chèl c’al ma par”, nel disco “T11” (2018), perché sia il testo che l’apertura a ventaglio dei generi musicali proposti all’interno di un solo pezzo, sono un credibilissimo biglietto da visita del famoso Bepi-style.


Cosa pensano del Bepi i Prismas?

Qua abbiamo risposte da ogni membro, ve le lascio cosi come le hanno scritte loro perché meritano davvero!

Dario Foschetti (Re Darayavaush, batteria)
batteria

Credo che Tiziano (il Bepi) sia tra le persone più intelligenti che conosco (pota, conosco solo 10 persone). Molto schivo nella sfera personale, come è giusto che sia, ma grande mattatore sul palco nelle vesti “bepose”. Riesce sempre a valorizzare il lavoro di noi Prismas, e questo per un frontman non è sempre così scontato! Ha anche dei difetti ma non ne parlo, se no mi taglia la paghetta!


Daniele Finazzi (L’Uomo Sensato, chitarre)

Lavorare con il Bepi è sempre stata una bella esperienza ed una bella sfida. Conosce il fatto suo il “ragazzo”! Sa esattamente ciò che vuole, musicalmente, e non si fa mica
tanti problemi a dire se qualcosa non gli va! 🙂 Ma per fortuna! Per me è stata sempre una grande occasione di crescita artistica e poi, suvvia, è un po’ come suonare con “lo zio simpatico” : quello che aspetti sempre di
vedere e con cui puoi fare anche un po’ di “marachelle” (pensì mia mal!).

Bobo Aiolfi (Bobo A4, basso)
bobo al basso


L’ho sempre definito “montagnino” ma la descrizione giusta la rende una citazione che devo rubare all’Uomo Sensato, vale a dire: “E’ come il Tronky, croccante e duro fuori ma tenero dentro…”.


Stefano Galli (L’Animale da cortile, chitarre)
stefano alla chitarra

Come artista credo sia uno di più validi cantautori (a me piace molto quando scrive in bergamasco) sul territorio nazionale. Dal punto di vista umano è una delle persone più oneste e sincere che conosca. È testardo, caparbio e integerrimo, soprattutto con le sue idee artistiche (difficile che scenda a compromessi). Credo che l’aggettivo che racchiuda tutto questo sia TESTONE.

Alberto Sonzogni (Al-ber-to!, pianoforte e tastiere)

Il Bepi è un artista con cui mi piace lavorare perché negli ultimi anni sta tirando fuori dal cilindro idee sempre stimolanti e per un certo verso bizzarre. Lui dice sempre che quando mi sottopone un’idea (musicale) “malsana” io scuoto sempre la testa, ma in realtà rimango affascinato da questo suo rompere gli schemi. (…) Tanto è preciso e meticoloso sui testi, sulle sfumature della lingua, sugli arrangiamenti, tanto è pigro quando bisogna passare ore davanti al computer per sistemare delle tracce audio.
Inoltre devo dire che il repertorio di Tiziano è il più difficile e impegnativo che abbia mai suonato. Bisogna essere svegli e passare dal country al metal, dalla dance al funky. Ho la grande fortuna e il privilegio di lavorare e plasmare insieme a lui le sue ultime canzoni, e per me è molto bello vedere come le idee si evolvono. Sono convinto che saprà stupirvi ancora, solo che dovrete essere pronti: cantante dialettale non vuol dire solo tradizione ma per il Bepi anche sperimentazione.


I suoi libri

Il Bepi ha scritto 3 libri(“Proud” e le sue appendici) perchè ci tiene a far sapere al mondo il grande lavoro dietro ogni suo progetto.

Chi si interessa a me e alla mia arte è sempre il benvenuto. La lama che più ferisce rimane quella dell’indifferenza.

Bepi

Che dire, oggi abbiamo avuto un ospite d’onore per la pagina ed è stato veramente interessante (e anche divertente) poter scrivere e dialogare con lui!

Anche oggi abbiamo finito questa lunga ma interessantissima intervista, ci tengo a ringraziare davvero tanto tutto il gruppo e spero sia stata di vostro gradimento, ci vediamo venerdì qua sul sito per un altro articolo!

~Pezzo & Macca

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redazione

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